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Renzo da Ceri e l’assedio del 1503

Immagine del redattore: Marina Morelli
Marina Morelli
6 giorni fa
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 3 giorni fa



Il condottiero che difese il borgo dall’esercito di Cesare Borgia

Nel 1503 la rupe di Ceri divenne il teatro di uno scontro tra alcune delle famiglie più potenti dell’Italia rinascimentale. Il borgo fortificato, naturalmente protetto dalle pareti di tufo e da un accesso facilmente controllabile, fu assediato dalle forze di Cesare Borgia.

Tra coloro che parteciparono alla difesa si distinse un giovane condottiero destinato a legare per sempre il proprio nome a questo luogo: Lorenzo dell’Anguillara, conosciuto come Renzo da Ceri.

La sua vicenda attraversa guerre, alleanze e corti europee. Ma è proprio dalla resistenza combattuta sulla rupe nel 1503 che comincia il racconto del personaggio più celebre nato a Ceri.


Chi era Renzo da Ceri?

Lorenzo dell’Anguillara nacque a Ceri nel 1475 o nel 1476. Era figlio di Giovanni, signore del borgo, e di Giovanna Orsini di Monterotondo.

Le fonti lo chiamano anche Renzo Orsini, a causa dei numerosi legami familiari e politici che lo univano alla potente casata romana. Tuttavia, il nome con il quale egli stesso si firmava e con cui sarebbe passato alla storia era Renzo da Ceri.

La scelta di legare la propria identità al paese d’origine non fu un dettaglio secondario. In un’epoca nella quale il nome indicava appartenenze, alleanze e territori, Ceri divenne parte dell’identità pubblica del condottiero.

Renzo crebbe nel difficile scenario delle guerre d’Italia, quando il territorio della penisola era conteso da signorie, Stati regionali, monarchie europee e grandi famiglie aristocratiche. In questo mondo instabile iniziò la propria carriera militare al fianco degli Orsini, impegnati a difendere il loro potere dall’espansione dei Borgia.


Renzo da Ceri contro Cesare Borgia

All’inizio del Cinquecento Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI e conosciuto come il Valentino, stava consolidando il proprio dominio nell’Italia centrale. La sua azione politica e militare mirava anche a ridimensionare l’autonomia delle grandi famiglie baronali romane.

Gli Orsini rappresentavano uno degli ostacoli principali a questo progetto.

Nel gennaio del 1503 alcuni esponenti della famiglia furono arrestati su ordine del Valentino. In quel clima di violenta contrapposizione, Ceri costituiva un presidio degli Anguillara e degli alleati degli Orsini, oltre che un luogo naturalmente difficile da espugnare.

La rupe offriva protezione su più lati. La strada di accesso, stretta e scavata nel tufo, permetteva ai difensori di controllare l’avanzata degli assalitori. Conquistare Ceri significava quindi eliminare una roccaforte avversaria situata a poca distanza da Roma.


L’assedio di Ceri del 1503

Le fonti biografiche confermano che Renzo si distinse nella difesa di Ceri contro Cesare Borgia. Non permettono, però, di ricostruire con la stessa sicurezza ogni dettaglio dell’operazione militare.

Per questo è opportuno evitare numeri, episodi e descrizioni spettacolari tramandati senza un riferimento documentario preciso.

Ciò che sappiamo è che il borgo fu attaccato e conquistato dalle forze del Valentino. Le fortificazioni e il castello subirono danni gravissimi; negli anni successivi il complesso venne ricostruito e le difese furono nuovamente rafforzate.

La caduta della rocca non cancellò il valore della resistenza. Per Renzo rappresentò una delle prime prove importanti della sua carriera e mise in luce una capacità che avrebbe mostrato ancora molte volte: organizzare la difesa di città e fortezze in situazioni particolarmente difficili.

Pochi mesi dopo, in seguito alla morte di papa Alessandro VI, Renzo tornò a combattere contro il Valentino. Nell’ottobre dello stesso anno partecipò con altri esponenti degli Orsini a un tentativo di assalto contro il luogo nel quale Cesare Borgia si era rifugiato a Roma.


Da Ceri ai grandi campi di battaglia europei

La carriera di Renzo proseguì ben oltre gli avvenimenti del 1503. Combatté al servizio dello Stato pontificio, della Repubblica di Venezia e del re di Francia, costruendosi una reputazione come comandante di fanterie ed esperto nella difesa delle città.

Tra il 1513 e il 1514 guidò la resistenza di Crema contro le truppe di Prospero Colonna e Silvio Savelli. Nel 1524 partecipò alla difesa di Marsiglia, contribuendo a fermare l’offensiva imperiale.

Nel 1527 papa Clemente VII gli affidò il difficile compito di organizzare la difesa di Roma contro l’esercito imperiale che avrebbe dato inizio al Sacco della città. Le forze disponibili erano insufficienti e Roma venne conquistata, ma le testimonianze ricordano Renzo impegnato personalmente nei combattimenti prima di ritirarsi a Castel Sant’Angelo.

Morì il 20 gennaio 1536, durante un incidente di caccia. Fino alla fine della sua vita continuò a essere conosciuto con il nome del piccolo borgo nel quale era nato.


Leonardo da Vinci partecipò all’assedio di Ceri?

Il possibile collegamento tra Leonardo da Vinci e l’assedio del 1503 è affascinante, ma deve essere raccontato con grande prudenza.

Nell’agosto del 1502 Leonardo era stato nominato architetto e ingegnere generale di Cesare Borgia. Il suo incarico prevedeva l’esame di città, territori e fortificazioni soggetti al Valentino. Durante questo periodo realizzò anche la celebre pianta di Imola, considerata una delle opere cartografiche più innovative del Rinascimento.

È quindi storicamente certo che Leonardo lavorò per Cesare Borgia come consulente militare. Non è invece dimostrato che abbia raggiunto Ceri, studiato le sue difese o partecipato alla preparazione dell’assedio.

Non sono attualmente conosciuti disegni, lettere, pagamenti, mappe o annotazioni leonardiane che documentino una sua presenza nel borgo. Inoltre, nel corso del 1503 Leonardo tornò stabilmente a Firenze, dove riprese la propria attività artistica e tecnica.

La conclusione più corretta è dunque questa: il rapporto tra Leonardo e Cesare Borgia è documentato, ma la presenza di Leonardo da Vinci a Ceri rimane un’ipotesi priva, allo stato attuale, di una prova storica.

Presentarla come certezza significherebbe trasformare una suggestione in un fatto. Raccontarla come domanda aperta, invece, permette di rispettare la storia senza rinunciare al fascino della ricerca.


Renzo da Ceri e la memoria del borgo

Osservando ancora oggi la rupe, l’ingresso e le mura di Ceri, è possibile comprendere il valore strategico che il luogo possedeva nel Rinascimento. La conformazione del borgo racconta una storia di controllo del territorio, protezione e resistenza.

Renzo combatté in molte città e attraversò alcuni degli eventi militari più drammatici del suo tempo. Eppure, il nome scelto per entrare nella storia continuò a riportarlo al luogo in cui era nato.

Lorenzo dell’Anguillara fu un grande condottiero del Rinascimento. Renzo da Ceri, invece, è ancora oggi parte della memoria del borgo.


Fonti consultate

Merlatura difensiva del Borgo Medievale di Ceri

Testo originale Visit Ceri – Riproduzione riservata.

 
 
 

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